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		<title>Nuovo Evento da Oficina 94: &#8221; strategies against architecture&#8221;</title>
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		<pubDate>Sun, 06 May 2012 09:59:19 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
				<category><![CDATA[Architettura]]></category>

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		<description><![CDATA[Il 19 maggio oficina94 ospita l&#8217;artista DARIO GENTILI inaugurazione alle ore 18 del 19 maggio 2012 in via Roma 94 a Livorno]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><strong>Il 19 maggio oficina94 ospita l&#8217;artista DARIO GENTILI</strong></p>
<p><img class="alignleft size-full wp-image-159" title="Schermata 2012-05-06 a 11.50.55" src="http://www.lcarchitetti.it/wp-content/uploads/2012/05/Schermata-2012-05-06-a-11.50.55.png" alt="" width="1149" height="536" /></p>
<p>inaugurazione alle ore 18 del 19 maggio 2012 in via Roma 94 a Livorno</p>
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		<title>architettura senza architetti n° 4</title>
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		<pubDate>Sun, 06 May 2012 09:44:10 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
				<category><![CDATA[Architettura]]></category>

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		<description><![CDATA[Estratto da Ark News n°4 ottobre 2011, felici editore Nel precedente numero ho parlato del San Matteo sul lungarno pisano quale esempio di architettura urbana i cui valori sono leggibili, non nel risultato dell&#8217; attenta regia di uno o più abili accademici del progetto, bensì nella feroce stratificazione storica di interventi che, oltre che anonimi, hanno in comune [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignleft size-thumbnail wp-image-151" title="Schermata 2012-05-06 a 11.42.38" src="http://www.lcarchitetti.it/wp-content/uploads/2012/05/Schermata-2012-05-06-a-11.42.38-150x150.png" alt="" width="150" height="150" /></p>
<p>Estratto da Ark News n°4 ottobre 2011, felici editore</p>
<p style="text-align: justify;">Nel precedente numero ho parlato del San Matteo sul lungarno pisano quale esempio di architettura urbana i cui valori sono leggibili, non nel risultato dell&#8217; attenta regia di uno o più abili accademici del progetto, bensì nella feroce stratificazione storica di interventi che, oltre che anonimi, hanno in comune una certa sfacciataggine verso ciò che precede in ordine di tempo.  Un&#8217;analisi di questo gruppo di edifici, costruito nell&#8217;arco di 6 secoli, sarebbe una buona riflessione sul tema dell&#8217; l&#8217;inserimento dell&#8217;architettura contemporanea in un contesto storico. Esiste però un esempio ancora più efficace, e molto più celebre, per sovrapporre questa rubrica allo stimolante argomento: il “sistema” composto da Palazzo Vecchio, gli Uffizzi ed il Ponte Vecchio a Firenze. Quest&#8217;ultimo, come già detto su queste pagine, con il disordinato sovrapporsi delle rinascimentali botteghe di macellai (ora orefici) protese e sostenute sul fiume da leggeri ed altrettanto disordinati puntoni di legno, è uno dei maggiori esempi mondiali di “architettura senza architetti”, o di “architettura spontanea”, che dir si voglia. La sua fortunosa genesi, estranea a qualsiasi pianificazione compositiva, rileva, tra l&#8217;altro, il valore, più funzionale che monumentale, che si attribuiva ai ponti, anche in un contesto urbano. Lo evidenzia l&#8217;atteggiamento tenuto da Vasari nel passare sopra il ponte con il suo corridoio: sobrietà, punto e basta. (il corridoio vasariano collegava e collega Palazzo Vecchio a Palazzo Pitti). Certamente diverso dall&#8217;atteggiamento che invece tenne nell&#8217;ampliamento degli spazi dell&#8217;amministrazione Medicea (gli Uffizi) dove il tema della modernità, quando si affianca a ciò che l&#8217;ha preceduta, trova uno sviluppo trionfale e paradigmatico: la nitida ed esatta geometria di intonaco e vetro, bianca e grigia, leggera e permeabile, si affianca alla lapidea gravità ed alla fortificata monumentalità del Vecchio Palazzo. Ciascuno dei due espressione del potere nel suo tempo, ciascuno dei due scritto, a questo fine, nell&#8217;appropriato linguaggio. L&#8217;uno accanto all&#8217;altro, senza soggezione e senza incertezze. Vasari scrivendo con i mattoni questo pezzo di Firenze mette in primo piano non i problemi “dell&#8217;impatto del vecchio sul nuovo” (gli uffizi apparvero come una astronave agli occhi dei fiorentini) bensì le finalità: aggiungere un tassello funzionante di città. La città è come un libro infinito: ogni epoca deve raccogliere il manoscritto ricevuto dalla storia e proseguirlo per consegnarlo al meglio alle generazioni future. La città è questo successivo stratificarsi di capitoli, correzioni e note a piè di pagina, un imprevedibile romanzo a più mani in continua evoluzione ed involuzione e privo, ovviamente, di regia (almeno fino a quando non sarà inventata la macchina del tempo!). Ogni nuovo capitolo o paragrafo del romanzo trova il suo senso ed il suo valore all&#8217;interno del racconto e mai autonomamente come esercizio di stile o di linguaggio. Il linguaggio, però, non può che essere, per sua definizione, altro che contemporaneo. Mettere in discussione questo ci fa somigliare a degli scrittori che riunitisi per discutere di letteratura si affaccendano su grammatica, sintassi e punteggiatura dimenticandosi che la letteratura è soprattutto racconto. Al lettore che pensa di scorgere in queste righe un qualche riferimento alla polemica che da ben 12 anni accompagna la realizzazione del progetto vincitore del concorso per la nuova uscita degli uffizi, vinto dal giapponese Arata isozaki, dico che ha visto giusto e che mentre la nostra lingua e la nostra penna ben si affaccendano in queste digressioni, non altrettanto fanno le nostre gambe, che con quelle si legge l&#8217;architettura. Mi appresto quindi a mettere la mia bici sul treno per fare una lunga, meglio se silenziosa, passeggiata a Firenze, seguita da una bella ribollita ed un bicchiere di chianti.</p>
<p style="text-align: justify;">luca difonzo</p>
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		<title>Architettura senza architetti n. 3</title>
		<link>http://www.lcarchitetti.it/2012/04/architettura-senza-architetti-n-3/</link>
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		<pubDate>Sat, 07 Apr 2012 15:25:50 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
				<category><![CDATA[Architettura]]></category>

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		<description><![CDATA[Ho cominciato a parlare di architettura spontanea accostandola al cibo. L&#8217;ho paragonata alle polpette con le patate per sottolinearne: la gustosità, il legame con territorio e cultura, e, naturalmente, l&#8217;assenza di firma. La ricetta di un piatto tradizionale come questo però, come ogni critico gastronomico ben sa, è più sofisticata e di difficile decifrazione di [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignleft size-thumbnail wp-image-142" title="san matteo" src="http://www.lcarchitetti.it/wp-content/uploads/2012/04/Schermata-2012-04-07-a-17.07.242-150x150.png" alt="" width="150" height="150" />Ho cominciato a parlare di architettura spontanea accostandola al cibo. L&#8217;ho paragonata alle polpette con le patate per sottolinearne: la gustosità, il legame con territorio e cultura, e, naturalmente, l&#8217;assenza di firma. La ricetta di un piatto tradizionale come questo però, come ogni critico gastronomico ben sa, è più sofisticata e di difficile decifrazione di quanto sembri. Come già detto in queste pagine uno dei primi studiosi ad occuparsene (non di polpette ma di architettura senza architetti) è stato Bernard Rudofsky. (1905-1988) (vedere arknews n°2) . Nel 1979 esce con l&#8217;editore Laterza il volume di Rudofsky: “Le meraviglie dell&#8217;architettura spontanea. Note per una storia naturale dell&#8217;architettura con speciale riferimento a quelle specie che vengono tradizionalmente neglette o del tutto ignorate”. In questo volume l&#8217;autore proponeva una visione della storia dell&#8217;architettura più ampia di quella ortodossa proposta dalle accademie. Nel testo si avvicendano architetture da tutto il pianeta: primitive, nomadi, fortificate, ludiche, vernacolari, labirintiche, monastiche, abusivistiche ed urbane che però, nell&#8217;insieme, sembrano lasciare l&#8217;argomento ben lungi dall&#8217;essere stato completamente esplorato (perchè effettivamente inesauribile). Il libro è scritto con straordinaria lucidità, ironia e preveggenza. Di tali qualità non molti sembrano essersi accorti visto che l&#8217;editore non ha più ristampato il lavoro di Rudofsky. Io consiglio a tutti di recuperarne una copia in una pubblica biblioteca. Con più modestia, ma con ambizioni altrettanto provocatorie, questa rubrica si occuperà soprattutto di architettura spontanea in ambito urbano ed urbanistico includendo nella categoria edifici e complessi urbanistici che probabilmente neanche Rudofsky avrebbe annesso tra i suoi. Facendomi scudo degli effetti allucinogeni della trippa alla toscana, nel primo numero avevo dato un assaggio delle mie intenzioni indicando nel fiorentino ponte Vecchio un tipico esempio di architettura spontanea urbana (seppur parzialmente contaminata dal Vasari!). Adesso invece invito il lettore ad osservare la foto qui sopra. Si tratta del museo di S. Matteo sul lungarno nord della città di Pisa. Io trovo l&#8217;insieme (a parte auto e motorini) piuttosto affascinante. Nella foto evidenzio le stratificazioni storiche. Notiamo che all&#8217;originale basilica medievale si sovrappone, senza apparente riguardo, l&#8217;ampliamento del XVII sec del quale fa parte la facciata (non dimentichiamo che solo con l&#8217;illuminismo comincia a farsi strada un atteggiamento di scientifico e condiviso rispetto dell&#8217;architettura del passato). Il risultato della stratificazione è uno spazio architettonico la cui qualità percepita non possiamo affermare, con certezza scientifica, che sia dovuta alla inesistente (ovviamente!) pianificazione complessiva delle stratificazioni o ad una certa “brutalità” di giustapposizione di un intervento su di un altro ma, quantomeno, possiamo dire che questa qualità si realizza “nonostante” questo. Limitiamoci ad osservare come l&#8217;intervento del primo decennio del XVII sec, piuttosto ordinario, si appoggi su quello romanico: la facciata in marmo sull&#8217;Arno sviluppa la sua logica geometrica non curandosi in alcun modo di interagire con la sottostante facciata medievale in pietra (con la sola eccezione di evitare di tagliare gli archi per evidenti ragioni strutturali). Il risultato oggi, ci appare sofisticato e condivisibile ma non credo fosse nelle intenzioni di chi disegnò l&#8217;intervento, che, chiunque sia, non è certo salito agli onori della storia. Lo stesso atteggiamento lo possiamo registrare su tutti gli altri interventi succedutisi nel tempo, sia all&#8217;esterno che all&#8217;interno. Invito ad una visita e vi aspetto su questa rubrica per altre banali rivelazioni.</p>
<p>luca difonzo (pubblicato su ark news n°3, Felici Editore)</p>
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		<title>Architettura senza architetti 02</title>
		<link>http://www.lcarchitetti.it/2012/01/architettura-senza-architetti-02/</link>
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		<pubDate>Wed, 25 Jan 2012 16:51:01 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
				<category><![CDATA[Architettura]]></category>
		<category><![CDATA[Arte]]></category>

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		<description><![CDATA[Ark without ark L&#8217;architettura senza gli architetti 02 articolo pubblicato su ARKNEWS n° 2 felici editore Pisa. Ancora una volta l&#8217;incipit di questa rubrica è il cibo. Si parlava di Trippa alla fiorentina nel numero precedente e oggi, esattamente come faceva mia nonna , vi racconto cosa ho mangiato ieri. In un ricercato ristorante ho [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignleft size-thumbnail wp-image-132" title="Schermata 2012-01-25 a 17.45.46" src="http://www.lcarchitetti.it/wp-content/uploads/2012/01/Schermata-2012-01-25-a-17.45.461-150x150.png" alt="" width="150" height="150" /></p>
<p><strong>Ark without ark</strong></p>
<p>L&#8217;architettura senza gli architetti 02</p>
<p>articolo pubblicato su ARKNEWS n° 2 felici editore Pisa.</p>
<p>Ancora una volta l&#8217;incipit di questa rubrica è il cibo. Si parlava di Trippa alla fiorentina nel</p>
<p>numero precedente e oggi, esattamente come faceva mia nonna , vi racconto cosa ho</p>
<p>mangiato ieri.</p>
<p>In un ricercato ristorante ho consumato un delizioso pranzo confezionato da uno “stellato”</p>
<p>chef. L&#8217;entrée di crudità di mare era fantastico! Tra gli ingredienti: merluzzo delle Lofoten,</p>
<p>salmone canadese, ostrica delle calanques, caviale del Kazakistan e triglia livornese,</p>
<p>conditi con olio pugliese, sale hawaiano, lime di Tahiti e chicchi di melograno nostrale!</p>
<p>L&#8217;accostamento e la scelta degli ingredienti, la loro lavorazione e non ultima la</p>
<p>composizione del piatto erano perfetti. Porzione scarsa.</p>
<p>La sera a casa ho mangiato le polpette con le patate. Porzione abbondante.</p>
<p>Morale? Nessuna, se non che si dovrebbe poter mangiar di tutto.</p>
<p>Anche il nutrimento per la nostra mente dovrebbe essere così: vario.</p>
<p>Non credo sia invece un mistero il fatto che il nutrimento principale del cervello degli</p>
<p>architetti sia la cucina “stellata” nella sua variante congelata delle riviste di architettura.</p>
<p>Io parlo di polpette per il solo fatto che pochi lo fanno.</p>
<p>Lo studioso che, forse per primo in epoca moderna, si è occupato di architettura senza gli</p>
<p>architetti (cioè di polpette) è stato Bernard Rudofsky. (1905-1988)</p>
<p>Architetto, Ingegnerie e critico era ordinario di arte e architettura presso l&#8217;università di Yale,</p>
<p>della Royal Accademy of fine Arts di Copenaghen e dell&#8217;università Waseda di Tokyo.</p>
<p>Razionalista convinto lavorò in Italia con il nostro Luigi Cosenza.</p>
<p>Nell&#8217;inverno del 1964 Bernard Rudofsky allestisce al Museum of Modern Art di New York</p>
<p>una mostra dal titolo &#8220;Architecture without Architects&#8221;. Viene coniato il termine “architettura</p>
<p>spontanea” o più precisamente “no pedigree architecture”.</p>
<p>Rudofsky alcuni mesi prima aveva visitato la Puglia ed era rimasto folgorato dalla bellezza</p>
<p>dei luoghi, antropizzati e costruiti evidentemente, ma senza che fosse possibile</p>
<p>rintracciarne la mano creatrice a meno che non accettiamo che essa sia molto</p>
<p>semplicemente: la praticità, la statica, il sole, i materiali disponibili, il tempo che passa, la</p>
<p>bellezza del paesaggo circostante&#8230;. Così scrive Rudofski di Martinafranca:</p>
<p>“La vecchia città ovoidale&#8230;&#8230;&#8230; ha uno straordinario reticolo di pianta: strade strette e</p>
<p>tortuose, impervie al passaggio dei veicoli, e circa centosessanta vicoli ciechi: un labirinto</p>
<p>che metterebbe in imbarazzo Teseo: il selciato è netto e levigato, e i molti vicoli senza</p>
<p>marciapiede sembrano i corridoi interni di un solo edificio monolitico. Porte e finestre fan</p>
<p>pensare alle scure pitture astratte della scuola newyorkese, appese ai muri di un museo”.</p>
<p>Queste impressioni, insieme a molte altre, formano un vasto catalogo fotografico che</p>
<p>prima costituisce il corpo della mostra, e poi della pubblicazione di una serie di testi</p>
<p>sull&#8217;argomento.</p>
<p>La mostra fu realizzata con il sostegno degli intellettuali che negli Stati Uniti erano vicini a</p>
<p>Rudofsky: Walter Gropius, Josè Luis Sert, Richard Neutra, Giò Ponti, Kenzo Tange.</p>
<p>Rudofski non parla mai di linguaggio, quello da lui usato non poteva essere, ovviamente,</p>
<p>altro che contemporaneo. Come tutti i grandi critici di gastronomia era, piu che altro,</p>
<p>concentrato sul sapore. Si era accorto che masticare ogni tanto un poco di architettura</p>
<p>senza architetti poteva essere di gran vantaggio al palato.</p>
<p>Luca Difonzo</p>
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		<title>architettura senza architetti 01</title>
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		<pubDate>Wed, 04 Jan 2012 18:11:38 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
				<category><![CDATA[Architettura]]></category>
		<category><![CDATA[Arte]]></category>

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		<description><![CDATA[Articolo n°1 della rubrica "Ark without Ark" di ARK NEWS (Felici Editore, Pisa).
A partire da oggi pubblicherò su questo blog tutti gli articoli comparsi  sulla mia rubrica dedicata all' architettura spontanea.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;"><img class="alignleft size-medium wp-image-125" title="Schermata 2012-01-04 a 18.47.50" src="http://www.lcarchitetti.it/wp-content/uploads/2012/01/Schermata-2012-01-04-a-18.47.501-500x258.png" alt="" width="500" height="258" />Domenica mattina. Cammino per Firenze e per fortuna ci sono poche auto. Sarà perché ho ancora sonno, oppure perché non ho digerito la trippa della sera prima, ma penso di vedere questa città come mai mi era successo prima. Culla del Rinascimento e madre tra le più feconde di arte ed architettura, Firenze rappresenta il simbolo del primato della ragione, della cultura e della conoscenza, sul caos, il disordine e la spontaneità della natura. E&#8217; invece proprio spontanea ed elegantemente disordinata ed autentica che trovo oggi questa città. Insostituibile quella strada così stretta da essere contraria a tutti i regolamenti edilizi moderni; sublime quella facciata barbaramente incompiuta; adorabile questo sovrapporsi, assolutamente casuale, di altezze, materiali, tecniche e linguaggi diversi; da lacrime quando un arco in mattoni ci appare brutalizzato a più riprese solo per tamponarlo, aprire una finestra od abbassare un&#8217; imposta, ma solo così diventa fascinosa e asimmetrica geometria; standing ovation infine davanti al ponte vecchio con il suo disordinato accatastarsi di piccoli volumi sostenuti da esili puntoni di legno; solo uno strano ordinato elemento sembra turbare questa improbabile e non cercata perfezione: un rigoroso e massivo volume lo sovrasta sottraendogli leggerezza, lo guardo meglio e..perbacco.. dentro di me arrossisco dall&#8217;imbarazzo&#8230;.è il corridoio vasariano! Capisco allora che devo camminare ancora un po&#8217; affinché la trippa di ieri possa trovare la sua strada naturale! Mentre cammino per avvicinarmi al ponte la vista del corridoio scompare e io, libero dal giogo intellettuale del grande maestro, penso: Il ponte più famoso del mondo oggi sarebbe un abuso edilizio! Quale regolamento, piano o progetto di illuminata mente avrebbe potuto generare in un solo gesto il ponte così come lo vedo adesso? Firenze non è Brunelleschi, non è Michelangelo, non è Vasari. Ancora forte degli effetti allucinogeni della trippa alla fiorentina torno a casa con la testa ingombra di immagini: “il capanno di mio nonno”, “un vecchio borgo bianco e sbilenco”, “i retoni di Marina di Pisa”, e parole: “architettura spontanea”, “architettura anonima”..”architettura senza architetti”. Di questo quindi scriverò sulle pagine di questa nuova rivista : di Architettura senza gli Architetti (anche senza Geometri ed Ingegneri naturalmente!) Pur ammirando l&#8217;architettura firmata (addirittura animato da non sane pulsioni onanistiche per essa), proprio come apprezzo un abito firmato, perfetto nel taglio e scintillante opera di ingegno, mi sto rendendo sempre più conto di non provare per essa niente più di questo: semplice ammirazione. L&#8217;architettura griffata, nei casi più felici, è come una top model: perfetta nelle proporzioni, ma un po&#8217; avara di morbidezza, perfettamente fotografata, perfettamente vestita, perfettamente truccata, perfettamente raccontata. E&#8217; un modello, un cartamodello, e allude non alla donna, ma al suo ideale elaborato dal marketing. La Top model non può invecchiare, non può subire modifiche che lo stilista non voglia, è altera, non è autentica. Di quale donna ci innamoriamo? Di una donna così o di una donna vera, con il suo vissuto ed i suoi difetti? Prima che l&#8217;effetto della trippa finisca, prima che possa subire le rimostranze della mia compagna (che amo nonostante sia bella come una top Model), e prima di farmi troppi nemici tra i colleghi lettori, metto un punto sperando di ritrovarvi al prossimo numero. Luca Difonzo</p>
<p style="text-align: justify;">(pubblicato su ARKNEWS n°1, marzo 2010, FELICI editore Pisa)</p>
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		<title>In tantissimi al vernissage di realtà sottratte da oficina94</title>
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		<pubDate>Wed, 21 Dec 2011 17:32:35 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
				<category><![CDATA[Architettura]]></category>

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		<description><![CDATA[sabato 17 dicembre grande successo di pubblico presso oficina94. Tanti amici, curiosi, colleghi e artisti&#8230;. I disegni di Christo e le foto di Mulas hanno acceso la discussione su l&#8217;opportunità di un ritorno a lavorare sulla sostanza e lasciar perdere i formalismi. Grazie a tutti. &#160; &#160; &#160; &#160; &#160; &#160; &#160; &#160; &#160;]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>sabato 17 dicembre grande successo di pubblico presso oficina94. Tanti amici, curiosi, colleghi e artisti&#8230;.</p>
<p>I disegni di Christo e le foto di Mulas hanno acceso la discussione su l&#8217;opportunità di un ritorno a lavorare sulla sostanza e lasciar perdere i formalismi. Grazie a tutti.</p>
<p><img class="alignleft size-medium wp-image-119" title="DSC_0071" src="http://www.lcarchitetti.it/wp-content/uploads/2011/12/DSC_00711-461x310.jpg" alt="" width="461" height="310" /></p>
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<p><img class="alignleft size-medium wp-image-120" title="DSC_0506" src="http://www.lcarchitetti.it/wp-content/uploads/2011/12/DSC_0506-208x310.jpg" alt="" width="208" height="310" /></p>
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		<title>@oficina94  17 dicembre &#8220;Realtà Sottratte&#8221;</title>
		<link>http://www.lcarchitetti.it/2011/12/oficina94-17-dicembre-realta-sottratte/</link>
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		<pubDate>Sat, 10 Dec 2011 12:39:08 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
				<category><![CDATA[Architettura]]></category>
		<category><![CDATA[Arte]]></category>

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		<description><![CDATA[Si inaugura, con una mostra di alcune opere di grafica multipla degli artisti Cristo e Jeanne Claude, la prima delle iniziative promosse da oficina94, il nuovo co-working di architettura. L&#8217;evento è realizzato con la collaborazione di GUASTALLA centro arte. Il lavoro della coppia di artisti , Inventori della Land Art e celebri &#8220;impacchettatori&#8221; di monumenti, ci [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignleft size-thumbnail wp-image-109" title="" src="http://www.lcarchitetti.it/wp-content/uploads/2011/12/monumento-solo-150x150.jpg" alt="" width="150" height="150" />Si inaugura, con una mostra di alcune opere di grafica multipla degli artisti <a href="http://www.christojeanneclaude.net/">Cristo e Jeanne Claude</a>, la prima delle iniziative promosse da <a href="http://www.oficina94.it">oficina94</a>, il nuovo co-working di architettura. L&#8217;evento è realizzato con la collaborazione di <a href="http://www.guastallacentroarte.com/">GUASTALLA centro arte</a>.</p>
<p>Il lavoro della coppia di artisti , Inventori della Land Art e celebri &#8220;impacchettatori&#8221; di monumenti, ci fornisce lo spunto per una rivoluzione della architettura urbana operata per sottrazioni (di materia, di forma e di significato). Le sottrazioni di Cristo e Jeanne lasciano più spazio al pensiero e all&#8217;immaginazione consentendo alla coscienza della comunità urbana la possibilità di una rinnovata riappropriazione. Il primato del pensiero sull&#8217;infrastruttura è uno dei temi di ricerca di <a href="http://www.oficina94.it">oficina94</a>. La coppia di artisti riduce i monumenti e gli edifici che ricopre ai loro valori primari : la dimensione, la forma depurata dai dettagli e ,soprattutto, l&#8217; essere in un luogo.</p>
<p>Saranno in mostra, in particolare, una selezione di alcune grafiche multiple e multimateriche del progetto, realizzato nel 1970, di impacchettamento del monumento a Vittorio Emanuele in piazza del Duomo a Milano.</p>
<p>Sarà anche l&#8217;0ccasione per un brindisi di auguri. <a href="http://www.oficina94.it">www.oficina94.it</a></p>
<p>&nbsp;</p>
<p>&nbsp;</p>
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		<title>Mobilità e qualità urbana</title>
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		<pubDate>Tue, 01 Nov 2011 16:19:20 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
				<category><![CDATA[Architettura]]></category>

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		<description><![CDATA[Uno dei temi che ricorreranno sarà quello del rapporto tra qualità della mobilità e qualità dell&#8217; architettura urbana. Sulle possibilità di fare buona riqualificazione urbana con la mobilità sostenibile ci sono molti esempi. inizierei sugerendo il lavoro dello studio danese di jan ghel  uno dei più autorevoli, sopratutto in riferimento ai risultati ottenuti a Copenaghen. Torneremo spesso [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Uno dei temi che ricorreranno sarà quello del rapporto tra qualità della mobilità e qualità dell&#8217; architettura urbana.</p>
<p>Sulle possibilità di fare buona riqualificazione urbana con la mobilità sostenibile ci sono molti esempi.</p>
<p>inizierei sugerendo il lavoro dello studio danese di <a href="http://www.gehlarchitects.com/">jan ghel </a> uno dei più autorevoli, sopratutto in riferimento ai risultati ottenuti a Copenaghen. Torneremo spesso sul lavoro di <a href="http://www.gehlarchitects.com/">ghelarchitects </a>.</p>
<p>Il nostro impegno per una nuova mobilità lo esercitiamo anche come membri attivi della Federazione Italiana Amici della Bicicletta che qui a Livorno diventa ; non potrebbe essere diversamente: <a href="http://www.fiablivorno.blogspot.com/">&#8220;la triglia in bicicletta&#8221;</a>, associazione fondata dalla straordinario Luciano Chirici, tra i più autorevoli ed appassionati  esperti di mobilità dolce.</p>
<p>L,C e Oficina 94 pensano che non possa esserci buona architettura urbana senza una buona pianificazione e progettazione della mobilità.</p>
<p><img class="alignleft size-medium wp-image-112" title="muoversi in bici  solo immagine" src="http://www.lcarchitetti.it/wp-content/uploads/2011/11/muoversi-in-bici-solo-immagine-337x310.jpg" alt="" width="337" height="310" /></p>
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		<title>L,C e oficina94</title>
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		<pubDate>Tue, 01 Nov 2011 15:42:06 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
				<category><![CDATA[Architettura]]></category>

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		<description><![CDATA[L,C apre il suo blog in contemporanea con un altro evento; la creazione del nuovo co-working OFICINA94 con gli architetti Bartoli, Casalini, Filippelli e Gagliano. OFICINA 94  nasce con lo scopo di potenziare il lavoro di ricerca sulla progettazione urbana. Che è un tema che ricorrerà abbastanza su queste pagine. Sono molto felice di far [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>L,C apre il suo blog in contemporanea con un altro evento; la creazione del nuovo co-working OFICINA94 con gli architetti Bartoli, Casalini, Filippelli e Gagliano.</p>
<p>OFICINA 94  nasce con lo scopo di potenziare il lavoro di ricerca sulla progettazione urbana. Che è un tema che ricorrerà abbastanza su queste pagine.</p>
<p>Sono molto felice di far parte di questo gruppo.</p>
<p>luca difonzo<img class="alignleft size-medium wp-image-80" title="arco01" src="http://www.lcarchitetti.it/wp-content/uploads/2011/11/arco01-500x279.jpg" alt="" width="500" height="279" /></p>
<p>&nbsp;</p>
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		<title>Il nuovo Blog di LCArchitetti finalmente online</title>
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		<pubDate>Tue, 25 Oct 2011 08:31:49 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
				<category><![CDATA[Architettura]]></category>

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		<description><![CDATA[Come potete vedere il sito LCArchitetti si arricchisce di una nuova sezione blog dove verranno postati aggiornamenti, informazioni di vario genere e riflessioni personali.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Come potete vedere il sito <strong>LCArchitetti</strong> si arricchisce di una nuova sezione blog dove verranno postati aggiornamenti, informazioni di vario genere e riflessioni personali.</p>
]]></content:encoded>
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